Thursday February 23rd 2012

Il processo breve uccide di nuovo i morti aquilani

Una lettera aperta è stata inviata ai parlamentari di maggioranza da parte di Comitato Familiari Vittime Casa dello Studente, l’Associazione Vittime Universitarie Sisma e i Familiari Vittime del Convitto Nazionale. «Il processo breve – dicono nella lettera inviata da Antonietta Centofanti – è un’altra tragedia per le vittime dell’Aquila. Il giorno in cui passerà la legge sarà nuovamente un lutto cittadino, per noi aquilani e per tutti quei genitori che da tutta Italia avevano mandato i lori figli a studiare all’Aquila e non a morirvi».
«Quelle vite – si legge tra l’altro nella lettera – ci sono state strappate dalla illegalità. E il dolore, il lutto, la devastazione hanno sconvolto per sempre l’esistenza dei sopravvissuti. A ciò oggi va aggiunto il decreto legge sul processo breve: esso rappresenterebbe una mannaia sui crolli assassini dell’Aquila, un’amnistia generalizzata per gli infortuni mortali avvenuti sul posto di lavoro, per i morti di amianto, di uranio, di frane, di alluvioni, per le vittime di Viareggio martoriate dalle ustioni e per molti reati contabili e societari».
Per opporsi a questo scempio e rivendicare il diritto alla giustizia per i nostri morti, «saremo mercoledì mattina davanti a Montecitorio con i nostri striscioni e le foto dei nostri cari. Chiediamo agli aquilani – conclude la lettera – di essere con noi, chiediamo a tutti i parlamentari, in primo luogo agli abruzzesi, di riflettere, prima di votare una norma indecente che priverà della giustizia i morti e i vivi».
«Condiviamo pienamente le riflessioni di Antonietta Centofanti e ci impegniamo a trasmettere a tutti i parlamentari l’appello ricevuto – affermano Stefano Corradino e Giuseppe Giulietti, direttore e portavoce di Articolo21 – e inoltre invitiamo tutte le associazioni e coloro che rischiano di essere umiliati e offesi dal processo breve mercoledì 13 aprile dalle 17 alle 20 al Pantheon. Troppi sono i morti di illegalità in Italia. E bisogna scongiurare che, per effetto di un indegno disegno di legge le stragi e i disastri possano finire senza colpevoli, i familiari restare senza giustizia e senza risarcimenti, e che i morti possano essere uccisi una seconda volta».
A due anni dal terremoto dell’Aquila, intanto, un gruppo di europarlamentari del Pd, guidati dal vicepresidente del Parlamento europeo Gianni Pittella, hanno presentato una interrogazione alla Commissione europea affinché chieda conto al governo italiano dei fondi europei per la ricostruzione.
«In seguito al tragico terremoto che sconvolse l’Abruzzo nell’aprile del 2009, il Parlamento europeo approvò, su proposta della Commissione europea, la mobilizzazione del Fondo di solidarietà dell’Unione – hanno scritto Gianni Pittella, Paolo De Castro, Andrea Cozzolino e Mario Pirillo – Considerato che, a due anni di distanza dal sisma, le popolazioni terremotate continuano a vivere in condizioni fortemente disagiate, chiediamo alla Commissione europea di verificare, presso il governo italiano, come siano state utilizzate tali risorse».

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