Thursday February 23rd 2012

Blitz antibracconaggio, arresti e denunce

Brillante operazione antibracconaggio nella Marsica Orientale condotta dagli uomini della Forestale guidati dal dottor Luciano Sammarone, che ha portato all’arresto di tre persone ed altre due denunciate. Gli arrestati sono M.A. 63 anni; A.S. 59 anni di Aielli difesi da Franco Colucci e Domenico Massaro; altri due per ora sono stati denunciati e si sta vagliando la posizione di un rumeno residente ad Aielli. Ma vediamo i dettagli che sono stati riferiti nel corso di una conferenza stampa svoltasi presso la sede del Corpo forestale dello Stato di Avezzano. L’operazione è scattata ieri mattina all’alba, è stata denominata “Marsica orientale” ed ha visto impegnati cinquanta forestali provenienti da diversi reparti del Comando provinciale di L’Aquila, che hanno eseguito tredici mandati di perquisizione emessi dalla Procura di Avezzano. Gravi le ipotesi di reato a carico degli indagati, tra le quali detenzione di armi da fuoco. Sono stati sequestrati dieci fucili, di cui uno a canne mozze ed una carabina trovata carica nell’abitazione di uno degli indagati, alcuni dei quali con i numeri di matricola abrasi. Rinvenuti diversi trofei di cervo e capriolo, nonché molti chili di carne delle due specie protette che, stando ai risultati delle indagini, potrebbero essere state uccise all’interno dei Parco Sirente Velino e del Parco nazionale Abruzzo Lazio e Molise; decine di lacci utilizzati per la cattura di animali anche di grossa taglia; una decina di coltelli di varia grandezza, diverse munizioni, alcuni veleni ed esemplari di volatili utilizzati come richiamo. Durante la perquisizione, uno degli indagati è stato trovato all’interno della propria abitazione, mentre sistemava un lupo morto. Le ipotesi di reato, ha detto Sammarone nel corso di una conferenza stampa, «sono state confermate nel corso delle perquisizioni, compresa l’associazione a delinquere». Le indagini, ha spiegato Sammarone, «sono partite all’inizio dell’autunno scorso, in seguito ad una segnalazione che denunciava il perdurare di una situazione di palese illegalità nella conduzione dell’attività venatoria da parte degli indagati, a danno di tutti gli altri cacciatori». Sono scattate subito le indagini, ha concluso il Comandante «e già dopo un paio di settimane, il quadro della situazione appariva evidente e molto preoccupante». L’operazione comunque, non si può considerare completata. La carne trovata, era conservata in appositi congelatori e non si può escludere che altri quantitativi possano essere stati venduti a ristoratori, trattandosi di carne di qualità e molto ricercata. Non si può escludere che la morte di quegli orsi rinvenuti qualche tempo fa, possa essere collegata al veleno sequestrato dai forestali in questa circostanza, visto che l’azione illecita avveniva all’interno dei due parchi.

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